Iran Mondo è un blog a cura di Ali Reza Jalali, studioso e saggista, sull'Iran, il Medio Oriente e diversi aspetti della cultura islamica. Gli articoli non rappresentano necessariamente il pensiero del curatore, a meno che non siano firmati, ma sono uno spunto per la riflessione.

mercoledì 25 gennaio 2017

Iran Turismo E Viaggi, nuovo blog dedicato al turismo e ai viaggi in Iran

L'Iran, uno dei più grandi paesi del Medio Oriente, con una estensione di oltre 1,6 milioni di KM2, ovvero oltre cinque volte l'Italia, con i suoi 80 milioni di abitanti, rappresenta una nazione con una storia millenaria, l'antica Persia, con paesaggi magnifici e climi diversi. Una meta imperdibile per il turismo italiano. Una meta poco conosciuta, ma che negli ultimi anni ha visto una notevole crescita. L'Iran è un paese stabile e sicuro, al contrario di molti altri paesi della regione vicinorientale, che nonostante le forti problematiche politiche e di sicurezza, per via di una propaganda mediatica distorta, attraggono molti turisti. L'Iran è una meta nuova per il turismo internazionale, e vuole essere un punto di riferimento per il turismo e i viaggi a carattere storico, culturale e naturale per i cittadini italiani. 
Il blog IRAN TURISMO E VIAGGI è lieto di annunciarvi la possibilità di organizzare tour e viaggi organizzati per cittadini italiani e non, per farvi conoscere le meraviglie dell'Iran, la Terra degli Ariani, l'antica Persia. I nostri referenti sono agenzie di viaggio iraniane con esperienze internazionali consolidate. 
Il referente per i turisti italiani è il prof. Ali Reza Jalali (Perugia, 1985), docente universitario presso la Libera Università Islamica di Shahrud e consulente legale e commerciale, nato e cresciuto in Italia, residente in Iran dal 2016. 
Contatti: e-mail: alirezajalali1@yahoo.it, Iran, Regione di Semnan, Shahrud. Contatti in Italia; Brescia, Via della Pace 19, presso Persian Art Tappeti Persiani, tel. 3391072379. Per contattare direttamente al telefono il prof. Ali Reza Jalali dall'Italia: 00989360957046.    
 
LINK:  http://iranturismoeviaggi.blogspot.co.uk/

martedì 24 gennaio 2017

Il blog Iran Mondo riprende la pubblicazione con lo scopo di pubblicizzare il turismo italiano in Iran

Il blog Iran Mondo riprende la pubblicazione con lo scopo di pubblicizzare il turismo italiano in Iran 


Viaggiare in Iran 


 Scopri tour e viaggi in Iran, l'antica Persia. Prenota con noi il tuo viaggio e vivi un'esperienza indimenticabile.

 L'Iran è il Paese più sicuro ed ospitale del Medio Oriente, vanta una ricchezza culturale e paesaggi meravigliosi. 




Ci basiamo sulla collaborazione di serie ed esperte agenzie di viaggio presenti sul territorio iraniano da anni. 


Per ulteriori informazioni potete contattare il dott. Ali Reza Jalali, docente universitario, consulente legale e commerciale, nato e cresciuto in Italia, residente in Iran: alirezajalali1@yahoo.it 

Contatto in Iran: Shahrud, Provincia di Semnan, Edalat st. Tel. 00989360957046

Contatto in Italia: Brescia, Via della Pace Tel. 3391072379 

lunedì 16 maggio 2016

"Islam, politica, diritto". Nuovo blog del Dipartimento di Studi giuridici, politici ed economici del Centro Studi Internazionale Dimore della Sapienza

Si informano i gentili lettori del blog che d'ora in avanti gli aggiornamenti potranno essere seguiti solo ed esclusivamente su un nuovo sito: https://islampoliticadiritto.wordpress.com/
 
 

 

 
 

"Islam, politica, diritto"

Blog del Dipartimento di Studi giuridici, politici ed economici del Centro Studi Internazionale Dimore della Sapienza. Direttore: Ali Reza Jalali (Ph.D.), Dottore di ricerca in Diritto costituzionale presso l'Università di Verona (2016, titolo tesi: "Islam, Costituzione, diritti umani. Il peso della sharia sugli ordinamenti costituzionali"

sabato 14 maggio 2016

Convegno a Verona: "La Governance degli stati di crisi tra diritto e relazioni internazionali"


L'Università degli Studi di Verona presenta: 








Dipartimento di Scienze Giuridiche
Corso di laurea magistrale Governance dell'Emergenza

Convegno "La Governance degli stati di crisi tra diritto e relazioni internazionali"

27 - 28 maggio 2016

Aula Magna Palazzo di Giurisprudenza

Via Carlo Montanari, 9 - 37122 Verona

Venerdì 27 maggio
MATTINA 10.45 - 13.15

SALUTI
Prof. Nicola SARTOR - Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Verona
Col. Massimo CICERONE - Comandante il 3° Stormo Villafranca di Verona
Prof.ssa Donata GOTTARDI - Direttrice del Dipartimento di Scienze giuridiche, Università degli Studi di Verona

INTRODUCE: Prof. Enrico MILANO - Università degli Studi di Verona
LA GOVERNANCE DEGLI STATI DI CRISI INTERNAZIONALI TRA DIRITTO E RELAZIONI INTERNAZIONALI
MODERA: Prof.ssa Annalisa CIAMPI - Università degli Studi di Verona
DISCUSSANT: Prof. Emidio DIODATO - Università per Stranieri di Perugia

Il sistema del caos: quale governance per la politica internazionale contemporanea?
Prof. Luciano BOZZO - Università degli Studi di Firenze

Strumenti normativi e governance delle crisi internazionali
Prof. Antonello TANCREDI - Università degli Studi di Palermo


IN PARTICOLARE SEGNALIAMO LA PARTE DEDICATA ALLA GUERRA IN SIRIA:


27-05-2016 

POMERIGGIO 14.30 - 17.45

LA CRISI SIRIANA
MODERA: Prof. Maurizio ARCARI - Università degli Studi di Milano Bicocca
DISCUSSANT: Dott.ssa Isabella PIERANGELI BORLETTI - Università degli Studi di Verona

Siria e dintorni
Amb. Laura MIRAKIAN - già Ambasciatrice d’Italia a Damasco

Della vulgata dell’ISIS “Stato”: la prospettiva del diritto internazionale
Prof. Enrico MILANO - Università degli Studi di Verona

Effetti di spill over della crisi siriana: la reazione europea all’emergenza profughi
Dott. ssa Francesca DE VITTOR - Università Cattolica del Sacro Cuore

La guerra in Siria: tra sostenibilità di una soluzione politica e principali ostacoli alla pace
Dott.ssa Marina CALCULLI - Institute for Middle Eastern Studies Elliott School of International Affairs, George Washington University


Sabato 28 maggio
MATTINA 9.00 - 12. 15

MODERA: Prof. Attila TANZI – Università degli Studi di Bologna
DISCUSSANT: Prof. Paolo FARAH - University of West Virginia

La sfida dei cambiamenti climatici
Dott. Antonio NAVARRA - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici

La diplomazia climatica e la prevenzione delle crisi
Dott.ssa Federica CATTOI - Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale

L'Accordo di Parigi, ovvero del diritto internazionale (e del suo ruolo) in tempo di disaccordo politico
Dott. Cesare PITEA - Università degli Studi di Parma

International Disaster Law e strumenti internazionali di contrasto al cambiamento climatico: un dialogo possibile?
Prof. Federico CASOLARI - Università degli Studi di Bologna

CONCLUSIONI: Prof. Maurizio ARCARI - Università degli Studi di Milano Bicocca

Per gli studenti il riconoscimento dei CFU è attribuito come segue:
- per gli studenti del corso di Governance dell’emergenza: 3 CFU;
- per gli studenti di giurisprudenza e scienze dei servizi giuridici: 2 CFU

Contatti:
isabella.pierangeliborletti@univr.it



http://www.dsg.univr.it/?ent=iniziativa&id=6584

giovedì 12 maggio 2016

Islam ed Europa. Intervista ad Adolfo Morganti



 

A cura di Ali Reza Jalali


La convivenza pacifica tra i popoli è da sempre una delle ambizioni dell'essere umano, soprattutto in contesti come quello europeo contemporaneo, dove per via di fenomeni quali la globalizzazione economica, persone di diversa cultura e religione si trovano a vivere insieme. Ciò vale soprattutto per le comunità islamiche d'Europa, le quali tendono ad essere al centro delle attenzioni pubbliche per via di problemi come l'estremismo religioso, la difficile integrazione nel tessuto sociale locale e la diffidenza generale nei confronti degli immigrati.

Adolfo Morganti, Presidente dell'Associazione Identità Europea
 

Prof. Morganti, lei come editore (edizioni Il Cerchio) si è spesso impegnato nella pubblicazione di testi con l'obiettivo di fare chiarezza sul problema islamico in relazione alla civiltà europea. In che misura pensa di aver ottenuto buoni risultati in questo senso?

La Casa editrice Il Cerchio nasce nell'ormai lontano 1980 esattamente al fine di dare vita ad uno spazio aperto di confronto e di riscoperta della necessità dell'esperienza del sacro per l'edificazione di una civiltà libera dai cascami della modernità.
Il suo stesso nome richiama alla ricerca di un Centro, da cui ogni Cerchio nasce. Benché ognuno di noi avesse in quegli anni riscoperto anche con fatica la vitalità del grande tronco dell'esperienza spirituale cattolica, con particolare attenzione ai suoi aspetti monastici e cavallereschi, una costante attenzione verso le altre grandi Tradizioni religiose ci è sembrata immediatamente indispensabile: se non altro in quanto l'ampiezza della battaglia epocale in corso allora come oggi ci pareva tale da non consentire di escludere il contributo che le altre grandi Tradizioni religiose poteva dare ad un auspicato contrattacco rispetto alla degradazione postmoderna planetaria.
Lo stesso strumento editoriale va visto come mezzo rispetto a questo fine. In quest'ambito, seguendo il coraggioso lavoro di Franco Cardini, abbiamo editato, ossia dato voce italiana, sia a classici del pensiero islamico dal medioevo ad oggi, sia a studi di importanti figure del pensiero islamico contemporaneo; per non parlare di grandi studiosi italiani del mondo islamico come Pio Filippani Ronconi, di cui siamo orgogliosi di aver ristampato opere altrimenti destinate all'oblio, e lo stesso Cardini; infine, alcuni giovani studiosi italiani.
Con la nostra piccola spada, abbiamo punzecchiato al meglio il ventre del drago.

L'Islam oggi non è solo qualcosa di "esterno" all'Europa, ma orami sembra fare parte, in un modo o nell'altro, del tessuto sociale del vecchio continente. Quali potrebbero essere secondo lei le vie per migliorare l'interazione tra musulmani e non musulmani qui?

L'Europa è un continente in profondissima crisi di significato. Ogni aspetto della sua crisi sociale, culturale, politica ed economica dipende - ne sono certissimo, avendo ricevuto questa coscienza da decenni di precursori che ne hanno inquadrato e previsto l'implosione, comunicandocene la profezia - da una precedente crisi d'ordine spirituale giunta alla feccia: l'Europa, oggi, non ha più un senso soprattutto per gli europei.
Un aspetto tipico di questa apoteosi dello svuotamento di sé è la paura delle identità altrui, e più queste identità sono ancora forti ed in parte ancora oggidì integre, più questa paura aumenta.
In tal modo al buon europeo medio, che non eleva nemmeno il proprio panico al di sopra della difesa di quanto rimane di una prosperità materiale individuale di piccolo cabotaggio, per giunta oramai al tramonto, fa paura non solo l'Islam, ma anche l'Ortodossia: quella russa, ad esempio. E la paura lo blocca, rendendogli impossibile la gestione di ogni sfida epocale, come quella migratoria.
L'Europa della postmodernità è, temo, un morto che cammina in maniera irriflessa, e non sarà certamente sufficiente rivolgersi strumentalmente verso Papa Francesco per ridar vita a quanto è stato quasi ucciso: ucciso da secoli di cosciente lotta contro le radici storiche, culturali e spirituali dell'Europa stessa, quella vera, quella di sempre.
Di contro un'Europa viva, in grado di far propria una rinnovata fiducia in un progetto di civiltà che sappia riprendere oggi i capisaldi culturali ed antropologici dell'antica eredità imperiale, sarebbe a mio parere in grado di relazionarsi con l'Islam (nelle sue differenti articolazioni) in modo tanto chiaro quanto franco.
Ricordo solamente quanto le relazioni fra le 3 religioni abramitiche fossero intese e vissute all'interno dell'Impero Austro-Ungarico, e questo a 100 anni dall'inutile strage della 1° guerra mondiale, quindi solamente 100 anni fa.

Se la religione musulmana ha un rapporto con la civiltà europea, sia nel senso di un "incontro" tra le civiltà, sia, perché no, di uno "scontro", ciò non è di certo un fatto nuovo, ma ha una sua storia abbastanza lunga. Quali sono secondo lei le differenze o le similitudini tra il rapporto Islamo-Europeo contemporaneo e quello, ad esempio, medievale?

Mi riallaccio a quanto detto sopra. Chi non ha identità (o, peggio, rifiuta la stessa prospettiva di riscoprirne una) non ha alcuna possibilità di comprendere altre identità; al contrario, nell'incontro-scontro secolare che dal VII al XVIII secolo ha coinvolto Islam e Cristianesimo nello spazio del Mediterraneo sono maturate sfide che hanno reso grande e forte l'Europa e il suo pensiero: ricordo qui solamente la grandiosa figura del Beato francescano Raimondo Lullo, di cui nel silenzio più assoluto sta passando il 7° centenario della morte.
La pace e la guerra vanno quindi colti come momenti differenti di un rapporto culturale e spirituale sempre profondo e paradossalmente utile per tutti. Di questa grandezza, che rimane all'interno delle simmetriche caricature degli scontri fra fondamentalisti islamici e "crociati" del nulla che ammorbano i mass media di tutto il mondo?

In conclusione, riusciremo a trovare un punto di incontro, qui ed ora, tra Islam ed Europa?

Fra Islam e Cristianesimo oggi i punti d'incontro sono certamente più numerosi dei punti di frizione, al netto delle deformazioni che i vari fondamentalismi (un morbo occidentale che ha contagiato nel corso del XX secolo molte altre Tradizioni religiose) producono, supportandosi a vicenda.
Oggi una feconda collaborazione fra Islam e Cristianesimo ha dinanzi a sé spazi colossali: la tutela della famiglia e del fondamento religioso della convivenza umana; la risposta alla globalizzazione economica ed al saccheggio delle risorse del pianeta; la difesa delle identità concrete.
Spazi assolutamente nuovi in quanto tipici del mondo post-moderno, ma di una grandezza tale da non far rimpiangere l'immensa grandezza del tempo delle Crociate: essi annunciano, in fondo, il tempo degli Idoli, che è anche il tempo della lotta contro il dajjal, l'anticristo della tradizione cristiana.  

 

Si ricorda che Adolfo Morganti sarà tra i relatori del convegno internazionale sulla figura dell’Imam Khomeini che si terrà a Roma il 4 giugno 2016 presso Hotel Best Western (zona stazione Tiburtina). Il convegno è organizzato dal Centro Studi Internazionale Dimore della Sapienza in collaborazione con Irfan Edizioni, Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, Unione delle Associazioni Islamiche degli Studenti – Italia, Libreria Raido e Associazione Identità Europea, quest’ultima presieduta proprio dal prof. Morganti. Per maggiori informazioni potete contattare la segreteria organizzativa del convegno: dott. Giuseppe Aiello, tel 3297223003.
 
 

martedì 10 maggio 2016

Iran, testato missile balistico con gittata di 2.000 chilometri

 
 
 
DUBAI (Reuters) - Due settimane fa l'Iran ha testato un missile balistico con una gittata di 2.000 chilometri e una precisione di otto metri.

E' quanto ha detto un funzionario iraniano citato dall'agenzia di stampa Tasnim.


"Abbiamo testato due settimane fa un missile con una portata di 2.000 chilometri e con un margine di errore di otto metri. Un margine di errore di otto metri equivale a una precisione totale", ha spiegato il generale Ali Abdollahi.
 
 

sabato 7 maggio 2016

Islam ed Europa. Intervista a Claudio Mutti

  
A cura di Ali Reza Jalali
 
Il tema della convivenza tra modelli culturali diversi è sempre al centro del dibattito politico e religioso dei vari paesi, soprattutto all’interno dell’Europa, visto l’aumento massiccio negli ultimi anni della popolazione immigrata nei vari Stati del vecchio continente. Soprattutto la convivenza tra la cultura europea e la comunità islamica desta particolare attenzione tra gli studiosi. Per cercare di comprendere meglio il problema abbiamo deciso di contattare Claudio Mutti*, studioso, editore e direttore della rivista “Eurasia”.  
 
 
 
Gentile prof. Mutti, lei è stato tra i primi in Italia a occuparsi di Islam, pubblicando alcuni testi quando ancora la presenza musulmana qui non era così visibile. Come è cambiato il rapporto tra Islam ed Europa oggi rispetto agli anni ’70-’80, ovvero rispetto a quando è iniziata la prima ondata migratoria musulmana non europea verso il vecchio continente in epoca contemporanea?
 
Fino agli anni Settanta, molti tra gli Europei che volevano conoscere l’Islam erano animati, nella loro ricerca, dal desiderio di trovare un’alternativa al materialismo esistenziale dell’Occidente e dall’intenzione di intraprendere un cammino di realizzazione spirituale. Il primo approccio era per lo più teorico e consisteva generalmente nella lettura della bibliografia accessibile; tuttavia non mancavano i contatti diretti instaurati nel corso di viaggi in terra d’Islam né le relazioni personali intrattenute con gl’immigrati musulmani già presenti in Europa e variamente distribuiti nei nostri Paesi. Nei decenni successivi, l’arrivo massiccio di immigrati musulmani sul suolo europeo ha cambiato notevolmente le cose: la popolazione autoctona ha visto in loro i rappresentanti dell’Islam ed ha creduto di poter individuare nella loro cultura religiosa le cause dei loro comportamenti. Non vorrei esagerare, ma credo di poter dire che la più efficace propaganda antislamica sia stata svolta proprio da immigrati originari del mondo islamico; d’altronde, molti di coloro che hanno abbandonato il Paese musulmano in cui sono nati e cresciuti lo hanno fatto proprio perché attratti da un tipo di vita, quello occidentale, che viene ritenuto più favorevole a un miglioramento delle condizioni materiali d’esistenza ed esente da ogni impaccio morale di tipo tradizionale. Comunque sia, con l’intensificarsi delle ondate migratorie il rapporto tra Islam ed Europa si è fatto più teso, poiché la popolazione autoctona associa l’Islam alla stragrande maggioranza dei nuovi arrivati e lo percepisce come l’ideologia ispiratrice dell’invasione allogena.
 
Esiste una differenza di approcci in seno al mondo musulmano verso la cultura europea, o tutti i musulmani hanno lo stesso punto di vista riguardo al rapporto tra Islam ed Europa?
 
Esiste tra i musulmani, come d’altronde è logico che sia, un ampio spettro di posizioni nei confronti della cultura europea, anche se in questa sede non è possibile esporle se non semplificandole in modo estremamente schematico ed incompleto. Da una parte, dunque, vi sono alcune interpretazioni zelote dell’Islam che, quando non liquidano ottusamente in blocco la cultura europea come “pagana”, “politeistica” e “idolatra”, in maniera altrettanto ottusa la ritengono condizionata dalla religione dei “crociati” e intimamente connessa a quest’ultima. Ci sono poi tutte le varianti e le gradazioni di una prospettiva “riformista”, che, essendo collegata alle correnti del cosiddetto “modernismo islamico”, ritiene compatibili con l’Islam o addirittura coincidenti coi suoi precetti quei princìpi e quegli orientamenti che in Europa si sono manifestati col venir meno della visione tradizionale del mondo e della vita (scientismo, laicismo, democrazia, diritti umani, femminismo ecc.). Ma esiste anche una prospettiva opposta, condivisa in particolare da quegli Europei che hanno abbracciato l’Islam per effetto dell’opera di René Guénon o magari anche di Henry Corbin: si tratta della prospettiva in cui l’Islam converge con gli aspetti della cultura europea originati dalla saggezza tradizionale e li ripresenta in una forma adeguata alla nostra epoca.
 
Accanto alla moltitudine dei musulmani non europei residenti qui, c’è una categoria particolare di musulmani che vivono una situazione speciale. Mi riferisco ai cosiddetti convertiti, musulmani europei a tutti gli effetti. Questa categoria vive in una sorta di limbo, a cavallo di due mondi, oppure può essere definita una realtà completamente inserita nel panorama europeo o italiano?
 
La categoria dei musulmani d’origine europea o, se si preferisce, degli Europei di confessione islamica, non costituisce un fenomeno nuovo nella storia dell’Europa: tale categoria è apparsa a partire dall’VIII secolo, prima producendo “il magnifico universo della cultura moresca di Spagna” (Nietzsche), poi, qualche secolo più tardi, fornendo un contributo fondamentale alla costruzione dell’ “Impero Romano turco-musulmano” (Toynbee). Nella situazione attuale, che da una parte vede un’Europa americanizzata e stravolta nella sua identità e dall’altra un Islam disorientato, diviso e in preda allo sconvolgimento, i musulmani europei devono guardarsi dal pericolo mortale di contrarre le malattie che affliggono l’Europa e il mondo musulmano.
 
 
 
Si può quindi, secondo lei, essere musulmani ed europei allo stesso tempo, senza essere accusati di “tradimento” da parte degli europei (e lo stesso vale per i musulmani)?
 
L’opinione ufficiale pretende che le radici dell’Europa siano essenzialmente “giudaico-cristiane”. In realtà, le più antiche radici dell’Europa sono quelle greche e romane. A queste si aggiungono, certo, le radici cristiane. Ma l’Europa ha anche radici islamiche, poiché l’influsso esercitato dall’Islam sull’Europa è stato fecondo di enormi conseguenze: il primo Rinascimento europeo fiorì nella Spagna musulmana, con qualche secolo di anticipo sulla Firenze di Lorenzo il Magnifico. Perciò accusare di tradimento l’Europeo di fede islamica sarebbe come accusare di tradimento l’Europeo di confessione cristiana. Era forse un traditore Wolfgang Goethe, autore fra l’altro di un West-östlicher Divan ispirato ai temi della poesia sufica, un grande Europeo che si rivelava musulmano allorché, in una lettera del 20 settembre 1820 all’amico Carl Friedrich Zelter, confidava che cercava di “restare nell’Islam”?
 
Sarà possibile un giorno vedere musulmani e non musulmani in Europa vivere pacificamente, senza paure reciproche e diffidenze, o ciò è solo una utopia irrealizzabile? E se si può concretizzare tale speranza, quali sono le premesse necessarie?  
 
Perché diventi possibile una prospettiva di pluralismo confessionale equilibrato e legale, l’Europa dovrebbe essere in grado di recuperare, in una forma rinnovata e adeguata alla nostra epoca, quel modello imperiale che già in età romana garantì la pacifica convivenza e la libertà di culto a comunità religiose diverse. Ma una proposta di questo genere presupporrebbe un cambiamento di mentalità che oggi è difficile da immaginare, una vera e propria rivoluzione culturale, tale da far piazza pulita della concezione dello “Stato laico”, ossia di quel tipo di Stato che per principio ignora il fatto religioso oppure nasconde dietro la maschera della “tolleranza” la propria indifferenza nei riguardi di esso, riducendolo comunque ad una questione personale e privata.
 
 
*Si ricorda che Claudio Mutti sarà uno dei relatori del convegno internazionale dedicato alla figura dell’Imam Khomeini organizzato a Roma il 4 giugno 2016 dalle ore 15 presso Hotel Best Western (zona stazione Tiburtina). L’evento sarà organizzato dal Centro Studi Internazionale Dimore della Sapienza, in collaborazione con Irfan Edizioni, Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran, Unione delle Associazioni Islamiche degli Studenti – Italia, Libreria Raido e Associazione Culturale Identità Europea.  
 
 
Vedi: http://it.uisae.ir/?p=7