Hasan Abbasi e la crisi siriana



Di seguito riportiamo la traduzione del discorso di Hasan Abbasi, direttore di un centro di ricerca strategica in Iran, tenuto la scorsa estate riguardo alla crisi siriana. La platea era composta da un gruppo di giovani militanti rivoluzionari iraniani, che si occupano di cyber-war (Hezbollah saiberi- letteralmente “Hezboolah cibernetico”)


Col nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso, sono onorato di essere qui e di poter parlare di quello che sta avvenendo in Siria, in quella che è una guerra tra la miscredenza mondiale e l’imperialismo contro il polo della resistenza nella regione mediorientale, cioè il governo di Damasco. Dopo alcuni mesi dall’inizio del risveglio islamico e la caduta di alcuni governanti legati all’Occidente, sappiamo che in Arabia e Bahrain le proteste continuano. Vediamo come l’imperialismo stia utilizzando una strategia legata all’appoggio al terrorismo, come faceva nei decenni precedenti, per fare fuori governi indesiderati. Questa guerra è stata progettata negli anni ’90, e prevede, in base ad alcune false credenze, che la fine dei tempi è vicina e bisogna conquistare il medio oriente: Libia, Sudan, Siria e Iran sono alcuni loro obiettivi. Vogliono fare tutto ciò. Ma a parte queste fandonie imperialiste, vediamo che gli USA hanno un debito pubblico spaventoso e l’Europa ha condizioni economiche spaventose. Loro pensano che il risveglio islamico abbia avuto tre fasi: la prima in Iran nel 1979, poi in Libano e Palestina e ora gli altri. Loro vogliono modificare il percorso rivoluzionario, ed è per questo che hanno attaccato la Siria. Loro vogliono farci credere che queste rivolte non sono antisioniste, loro dicono che queste sono rivolte sono contro la dittatura. Però poi attaccano i paesi col terrorismo, come facevano ai tempi della Guerra Fredda. Hanno abbandonato la logica delle rivoluzioni colorate e soft. Kissinger dice: noi dobbiamo distruggere la Siria dall’interno. Ma questa che razza di rivoluzione è. In Bahrain c’è una rivoluzione, perché è a mani nude senza il terrorismo. Ma in Siria ci sono i miliziani vicini ai talebani, ad al qaida e al wahabismo. Che rivoluzione è mai questa? Il wahabismo è un’invenzione degli inglesi ed è normale che siano alleati dell’imperialismo. Avete mai visto uno di al qaida combattere coi sionisti? Per noi tutto ciò non è strano. Oggi nella regione la Turchia ha il compito di deviare e guidare le rivolte in una direzione accettabile per gli USA, con un falso islam politico di matrice americana. Solo con un velo in testa non si diventa fautori dell’islam politico autentico. L’Arabia invece ha un ruolo controrivoluzionario, deve soffocare le rivolte pericolose, quelle che non possono essere deviate, come in Bahrain. Quando sono saliti al potere in Turchia Erdogan e i suoi, alcuni mi chiesero: questo è un governo islamico? Io dissi che questo è un islam americano, visto che l’ideologia è quella. L’ambasciata sionista c’è ancora lì. Allora quello che dicevano era solo finzione. I sionisti avevano investito tutto sulla stabilità egiziana e oggi che l’Egitto è instabile, e allora si punta sulla Turchia, solo che in mezzo ai due c’è la Siria. Se la Siria cade, si crea un asse sion-siriano-turco. Ecco perché vogliono far fuori la Siria. Se fanno fuori la Siria fanno fuori anche Hezbollah. Ora bisogna vedere cosa vogliono fare: un’opzione è il modello libico. Ma in Siria lo Stato, l’esercito, e l’intelligence sono coordinati, e questo gli occidentali lo sanno. Poi bisogna dire che la Siria ha un ostaggio che la Libia non aveva. Lì c’è il regime sionista. Se c’è un attacco NATO la Siria bombarda Tel Aviv. E poi la Siria può colpire i sionisti da tre lati: Siria, Libano, Gaza. Se attaccano ci sarà la guerra mondiale. Quindi non penso che ci sarà l’attacco. Se ci dovesse essere sarà per loro un dramma. Ci sono anche i loro problemi economici, se inizia la guerra non si sa quando finirà. Non possono rischiare così tanto, abbiamo visto che fine ha fatto il jet turco abbattuto in Siria. Il modello libico è irrealizzabile. Se attaccate la Siria vi saranno rivolte in Giordania e Arabia. Tutta la regione si infiammerà. Chi ci rimette di più sono gli USA, l’Europa, la NATO e il regime sionista. Se la Siria farà una propaganda ragionevole non ci sarà la guerra. Bisogna capire che i popoli della regione odiano l’America, il sionismo, i regimi arabi reazionari e al qaida. Anche la Russia ci tiene alla Siria. Loro dicono: prima la Siria, poi l’Iran, poi la Russia. L’imam Khomeini diceva che chi sta col Profeta deve resistere. Noi dobbiamo resistere. Il regime capitalistico mondiale non ha la forza di attaccare la Siria, come ha fatto con la Libia. Avendo come ostaggio i sionisti, la Siria sa come comportarsi. Questa è la dottrina della “spada di Damocle”. Se l’Occidente attacca la spada di Damocle siriana colpirà i sionisti. Nell’attacco alla Siria c’è molta propaganda. Come con l’Iran. Loro hanno un debito pubblico di 16 mld di dollari, quando il loro budget è un quarto (gli USA). I nostri conti pubblici sono invece in salute. Loro con questa situazione economica come possono metterci paura, a noi come alla Siria. Dobbiamo fare questo tipo di propaganda, soprattutto su internet. Vi consiglio sui siti, sui blog e sui network, di far vedere i crimini dei terroristi in Siria. Mostrate le immagini della repressione in Bahrain. Poi dovete fare propaganda e far capire all’imperialismo le conseguenze della guerra alla Siria, riferito alla dottrina della spada di Damocle, quello è il loro punto debole. I loro centri di ricerca strategica non rimarranno indifferenti. Voi dovete in diverse lingue fare questo tipo di propaganda sul web. Puntate anche sulla crisi economica nei paesi industrializzati, e tenete alto il morale dei popoli della regione. Poi dovete fare propaganda anche in turco, per far capire ai giovani di quel paese che il loro governo sta servendo l’imperialismo contro una nazione islamica. Dovete fare leva anche sul senso di dignità dei giovani egiziani, per far capire che bisogna difendere la Siria. Per quel che riguarda l’Iran la strategia è chiara. Ovunque ci sia l’interesse dei sionisti, noi stiamo dall’altra parte della barricata. L’abbiamo detto anche ai governanti turchi: se dobbiamo scegliere tra voi e la Siria, noi scegliamo la Siria. Noi non abbiamo abbandonato la Palestina e il Libano. Non abbandoneremo la Siria. Noi siamo la profondità strategica del mondo islamico. Il nostro imam Khomeini disse, l’America non potrà fare nulla contro di noi. Anche noi oggi diciamo la stesa cosa alla NATO e ai sionisti.


Commenti