La Repubblica islamica dell’Iran e la partecipazione popolare alle elezioni


La Repubblica islamica dell’Iran e la partecipazione popolare alle elezioni





Nell’immaginario comune, un sistema dittatoriale, si caratterizza per una gestione autocratica del potere da parte della classe dirigente; in un sistema del genere, il popolo non ha voce in capitolo. Nelle democrazie invece il popolo è chiamato alle urne per eleggere i propri governanti. Il sistema iraniano si caratterizza per un modello unico al mondo, ovvero uno Stato religioso, nel quale vi sono libere elezioni concorrenziali, che vedono anche un ottima partecipazione popolare al voto. E’ un caso unico dicevamo: infatti i sistemi che normalmente prevedono la partecipazione popolare alle elezioni, non sono Stati in cui le istituzioni hanno una legittimazione divina. D’altronde, i sistemi teocratici classici ancora esistenti, ad esempio l’Arabia Saudita, non prevedono le elezioni, o comunque non in una misura importante. Le uniche elezioni organizzate in quel Paese infatti, sono quelle per i consigli locali, alle quali tra l’altro non hanno potuto partecipare le donne.
In Iran invece, lo Stato, pur essendo a legittimazione divina, è organizzato in base a elezioni a suffragio universale, da alcuni decenni. Elezioni nelle quali diversi schieramenti si affrontano; interessante notare che secondo alcune statistiche, in Iran sono attivi circa duecento partiti politici.
Detto ciò, essendo il 2013 l’anno delle elezioni presidenziali, è bene sottolineare le statistiche in nostro possesso sulla partecipazione al voto degli iraniani, dalle presidenziali del 1980 ad oggi. I numeri parlano chiaro:

1980- 68% (presidente eletto Bani Sadr)
1981- 65% (presidente eletto Rajai; elezioni anticipate per via della destituzione di Bani Sadr)
1981- 75% (presidente eletto Ayatollah Khamenei; elezioni anticipate per via dell’assassinio di Rajai)
1985- 56% (idem)
1989- 55% (presidente eletto Rafsanjani)
1993- 51% (idem)
1997- 80% (presidente eletto Khatami)
2001- 67% (idem)
2005- 63% (presidente eletto Ahmadinejad)
2009- 85% (idem)

(dati: ZN-ARZESHI.IR)

Da questa tabella capiamo che nelle elezioni presidenziali iraniane, le più importanti in base alla forma di governo pseudo-presidenziale della Repubblica islamica dell’Iran, non è mai successo che la maggioranza assoluta degli elettori non s recasse alle urne. Ciò dimostra la credibilità del sistema. La media è di una partecipazione intorno al 67% degli aventi diritto. Nel Paese guida dell’Occidente democratico, gli USA, una media del genere se la sognano! Negli Stati Uniti quando vota il 60% della gente è considerato un record assoluto. Spesso in America non vota nemmeno la metà degli aventi diritto.  

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