La Rivoluzione incompresa


La Rivoluzione incompresa




Alcuni intellettuali occidentali ebbero inizialmente delle istanze di simpatia nei confronti della Rivoluzione in Iran nel 1979. Essi però, dopo non molto tempo, cambiarono idea, e divennero acerrimi nemici del nuovo stato iraniano postrivoluzionario. Uno di questi famosi personaggi è indubbiamente il giurista americano Richard Falk. Egli promosse verso la fine degli anni ’70 delle campagne politiche negli USA, contro lo Shah e a favore del movimento di opposizione guidato dall’imam Khomeini. Questa simpatia di Falk si fece ancora più forte quando, per sua stessa ammissione, egli visitò l’imam Khomeini e i suoi collaboratori in Franca, poco prima della caduta della monarchia Pahlavi. L’imam si era stabilito vicino a Parigi, in un piccolo paesino, dopo essere stato espulso da alcuni Paesi musulmani. La sua permanenza in Francia fu abbastanza breve e nel febbraio del 1979, la guida della Rivoluzione tornò in patria, dopo molti anni di esilio. Falk, riguardo al movimento rivoluzionario in Iran disse: “la squadra di collaboratori [dell’imam Khomeini] è composta all’unanimità da persone moderate e progressiste”. Dopo l’istaurazione della Repubblica islamica e dopo alcuni anni, Falk, cambiando opinione disse: “Questo [Stato] è il più terroristico sistema dai tempi di Hitler.”

Le questioni quindi possono essere le seguenti:
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         a-  La Rivoluzione aveva tradito gli ideali iniziali

     b-  Falk non aveva compreso la Rivoluzione





Per capire se la prima opzione sia valida oppure no, dobbiamo capire gli ideali della Rivoluzione, e comprendere se a distanza di oltre un trentennio dalla sua vittoria, la Repubblica islamica dell’Iran abbia o meno tradito i suoi ideali. Tutti concordano sul fatto che il leader indiscusso del movimento fu l’imam Khomeini; non che non ci fossero altre persone nel movimento, ma il capo e la guida, a detta di tutti, amici e nemici, era l’imam. Tutte le rivoluzioni hanno un leader, se non c’è un leader non possiamo nemmeno parlare di rivoluzione, ma al massimo di rivolta. Se una persona volesse capire la Rivoluzione russa, dovrebbe studiare le idee di Lenin, e lo stesso dicasi per quella cinese (Mao) e per le altre. Per capire gli ideali della Rivoluzione islamica dell’Iran bisogna capire gli ideali dell’imam Khomeini. L’imam voleva l’istaurazione di una Repubblica islamica, sul modello della teoria del governo del giurisperito islamico, un sistema che prevedeva uno Stato basato su elezioni, ma con una legittimazione divina. In politica estera l’imam aveva sempre avuto istanze terzaforziste, e soprattutto antimperialiste e antisioniste. Non a caso, una volta che il movimento ebbe la meglio sullo Shah, uno dei primi gesti, fu la chiusura dell’ambasciata di Tel Aviv a Tehran. Successivamente venne chiusa anche l’ambasciata americana. L’Iran è ancora oggi un paese governato sul principio del governo del giurisperito islamico, come aveva indicato già negli anni ’60 l’imam Khomeini. Un paese in cui vi sono state circa una trentina di tornate elettorali, dove la partecipazione ha raggiunto anche l’85 % degli aventi diritto. Ancora oggi l’Iran è l’avanguardia dell’antimperialismo nel mondo islamico, per non dire della sua indole antisionista. La dirigenza di Tel Aviv un giorno sì e l’altro pure, minaccia l’Iran di un conflitto. L’imam nei suoi discorsi, anche prima della Rivoluzione, si scagliava veementemente contro gli USA e Tel Aviv. Questo ruolo di antagonismo antimperialista gli è ancora riconosciuto da tutti, amici e nemici. Per cui, gli ideali della Rivoluzione sono ancora vivi, e aderenti col pensiero del fondatore e della guida di questa Rivoluzione.




Sembra quindi evidente il fatto che Falk, e gli altri intellettuali occidentali che inizialmente simpatizzarono per la causa rivoluzionaria, non avessero compreso bene la carica ideologica della Rivoluzione stessa. Essi per dimostrare la “bontà” della Rivoluzione, ancora oggi, dicono cose del tipo: “ma Ebrahim Yazdi diceva che…”, oppure “Bazargan aveva fatto…”, o ancora “Bani Sadr era così…”. Ma la domanda è: la guida della Rivoluzione erano questi personaggio o l’imam Khomeini? Questi stessi personaggi dicevano apertamente che la guida era l’imam, ma poi evidentemente, come spesso capita agli uomini, cambiarono opinione. Ma il fatto che questi o gente come Falk, abbiano cambiato opinione, non vuol dire che la Rivoluzione ha tradito, ma solo che essi non avevano compreso la Rivoluzione, così come impostata dalla sua guida indiscussa, l’imam Khomeini (che Dio si compiaccia di lui). 

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