Ormai sembra tutto pronto - a meno di clamorosi colpi di scena- per un nuovo ruond della guerra tra USA e Israele contro la Repubblica Islamica iraniana.
La data precisa dell'inizio delle ostilità nessuno la conosce di preciso, ma il periodo di novembre-dicembre sembra essere quello più probabile.
Non si sa se il modello sarà quello del 2025 (guerra di una decina di giorni) oppure del 2026 (più di un mese di bombardamenti a tappeto).
Ma siccome il dado della guerra è stato tratto, difficilmente si tornerà indietro e nemmeno il petrolio alle stelle sembra poter fermare la macchina da guerra di Trump e Netanyahu.
A Tehran in pochi pensano alla resa. Nonostante le difficoltà economiche il paese per ora regge.
Lo Stretto di Hormuz non è completamente aperto e alcune petroliere ne subiscono le conseguenze.
In Yemen lo scontro tra sauditi e Ansarullah va avanti e i fronti del Libano e dell'Iraq potrebbero radicalizzarsi.
Ma ormai, come detto prima, a Tel Aviv e Washington vogliono andare fino in fondo, costi quel che costi.
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