Alcune considerazioni su Dario I della dinastia Achemenide


Dario I, uno dei più grandi imperatori persiani della dinastia achemenide (n. -549 -486 morte) disse (è scritto su una lapide in Naqsh-e Rostam in Iran):

"Io sono Dario il Gran Re, Re dei Re, Re del paese che contiene tutti i generi di uomini, il re in questo grande mondo esteso, l'achemenide, un persiano, figlio di un persiano, un ariano di discendenza ariana".

Dario, che nelle sue iscrizioni appare come un fervente seguace della religione monoteistica di Zaratustra, fu un valente statista che riorganizzò profondamente il sistema persiano di amministrazione dell'impero ponendo mano anche ai codici delle leggi civili e penali. Le sue modifiche riguardarono, in modo particolare, il commercio degli schiavi, le leggi sulle testimonianze, i prestiti, la corruzione ed il diritto di faida.
L'amministrazione dell'impero subì notevoli innovazioni con la definizione rigorosa delle province e con la definizione dell'entità dei tributi che ciascuna di esse doveva versare all'erario centrale. Dario divise l'impero in venti province ciascuna sotto la guida di un governatore, o satrapo la cui posizione era usualmente ereditaria e dotata di grande autonomia, permettendo a ciascuna provincia di possedere leggi proprie, tradizioni ed una nobiltà locale.
Il tributo all'erario era pagato in oro o argento e questo prelievo fu spesso la causa del declino economico di regioni precedentemente fiorenti come la Babilonia. Ciascuna satrapia possedeva anche un funzionario addetto al controllo delle finanze ed un supervisore militare i quali, come il satrapo, controllavano l'amministrazione. Tutte e tre queste figure facevano capo direttamente al re.
Questa struttura di ripartizione del potere nelle satrapie era volta a ridurre il rischio di rivolte. Dario espanse anche la burocrazia imperiale aumentando il numero degli scribi addetti alla registrazione delle questioni amministrative. In campo militare il tempo delle conquiste era ormai giunto al termine e le guerre combattute da Dario ebbero solamente lo scopo di garantire la stabilità dei confini dell'impero.
Per tali motivi soggiogò le popolazioni barbariche delle zone montuose del Ponto e dell'Armenia, estese il controllo persiano fino al Caucaso, combatté contro gli Saka e le altre tribù delle steppe dell'Iran probabilmente genti turaniche che vivevano oltre il fiume Oxus. Anche in campo militare Dario svolse una profonda azione di rinnovamento introducendo la coscrizione obbligatoria, la paga per i soldati, forme codificate di addestramento e rinnovando l'organizzazione dell'esercito e della marina.





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